CAFFE’
Piantina di Coffea Arabica
...da un vaso del
mio terrazzo....
G.Manara
FRA STORIA E LEGGENDA
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Sembra,
malgrado le controversie tipiche di tutte le leggende, che gli storici
concordino sul fatto che la pianta del Caffè abbia origine spontanea dalle
colline della costa dello Jemen.
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La storia delle “Capre insonni” è ormai un luogo
comune, infatti un gruppo di monaci eremiti dello Jemen, dediti alla pastorizia
notarono che allorché le loro capre brucavano le bacche e le foglie di un
cespuglio sempreverde (il caffè appunto), diventavano nervose ed insonni!
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I monaci stessi finirono per usare tale pianta
come alimento e come bevanda ristoratrice per prolungare le loro veglie di
preghiera.
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“VINO DEGLI ARABI” venne chiamata dopo che si fu
diffusa fra le popolazioni Turche ed Egizie.
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E’ solo nel lontano 1615 che il Capitano Pietro
della Valle introduce per la prima volta il Caffè in Italia e precisamente a
Venezia.
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Nel 1700 circa la pianta approda nei Carabi ,
introdotta dal Capitano Mathieu de Cliau che appunto le trasferì dalla serre
del Castello di Versailles ed intorno al fine ‘700 ed inizi ‘800 in Martinica
c’erano già piantagioni con svariati milioni di alberi.( 20 milioni
all’incirca).
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Dai Carabi all’America del Sud il passo è breve
ed attualmente il Brasile è il più grosso produttore mondiale con circa ¼ della
produzione mondiale che si aggira su cento milioni di sacchi. Pensate che il
Brasile è anche il più grande consumatore di Caffè, con un consumo interno di
circa 9 milioni di sacchi all’anno!
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I “Caffè” ( nel senso di Locali dove si serviva
tale bevanda) più famosi, nascono nel 1700.
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Per citarne alcuni tuttora esistenti e famosi :
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1720 Caffè Florian di Venezia ( Piazza S. Marco)
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1723 Caffé Aurora – Venezia
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1733 Caffè Gilli - Firenze
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1760 Caffè Greco – Roma ( via Condotti)
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1815 Caffè Giacosa – Firenze ( via Tornabuoni)
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1882 Caffè Rivoire – Firenze
LA PIANTA DEL
CAFFE’
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Il Caffè vegeta nella fascia tropicale della
terra con clima caldo umido da un minimo di 200 ad un massimo di 2500 metri di
altitudine.
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L’arbusto ( della famiglia delle “Rubiacee”)
simile a quella della camelia è composta
da circa 4500 varietà di cui solo 60 chiamate “Coffea”
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Tre di queste Coffea sono diventate le vere
produttrici del Caffè così come Noi oggi lo conosciamo : Arabica – Robusta (
Canephora) – Iberica.
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A seconda della varietà le piante vanno dai tre
ai dieci metri (Arabica) di altezza anche se normalmente vengono tenute potate
“corte” ( mt. 1,80) per facilitare la
raccolta.
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Una piantagione dura in media 50 anni prima che
venga ripiantata : i migliori raccolti si hanno nei primi 15 anni…..dopo i
trenta la produzione diminuisce fino al quasi esaurimento.
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In altitudine la pianta fiorisce una volta
all’anno mentre ad altitudini più basse si arriva a due fioriture. I frutti migliori però si
ottengono alle altitudini maggiori.
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Fiori biancastri e profumatissimi dai 5 ai 7
petali si formano all’attaccatura delle foglie, avvizziscono velocemente (tre
gg. Circa) e danno vita a delle ciliegie(drupe) di colore inizialmente verde
che diventa di un bel color rosso vermiglio a piena maturazione (6-7 mesi)
Fiori, bacche verdi e rosse sono presenti insieme sulla pianta nelle zone a
pioggia costante.
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Normalmente una pianta produce l’equivalente di
un kg. di Caffè.
- La
pelle esterna (Esocarpo) nasconde due (a volte 3) semi ovoidali con il
caratteristico solco longitudinale (caffè verde) .
- Dalla
piante più vecchie o dalla punta dei rami si ottengono a volte dei semi
interi di forma globulare che viene chiamato caffè Caracolito o Perla.
- Una
leggera membrana ricopre il chicco di caffè verde (pergamino) ed è
presente nei caffè Arabica “lavati” anziché nella lavorazione a secco, e
la sua presenza nel macinato è sempre indice di qualità.
- Tenete
presente che i ¾ della produzione mondiale è di varietà “Arabica”.
- Le
diverse varietà di “Arabica” hanno un tenore in caffeina che varia
da 1,1 e 1,7 % (Bourbon-Moka-Maragogype)
- La
varietà “ Robusta” ha invece un tenore in Caffeina elevato che si
aggira dai 2 al 4,3 %
- La
varietà “Liberica” è fondamentalmente una pianta più resistente a
bacche rotonde, ma di tenore zuccherino basso e quindi di bassa qualità
finale.
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LA RACCOLTA
- SISTEMA
“ PICKING” :
- Da
un raccolto perfetto ed omogeneo dal punto di vista maturazione, dato che
i raccoglitori percorrono sistematicamente la piantagione, raccogliendo
(to pick) di volta in volta solo le drupe giunte a perfetta maturazione.
- SISTEMA “STRIPPING” :
- Il
sistema della spogliatura (to strip) del ramo non garantisce omogeneità
dato che si tolgono in un solo colpo bacche mature, acerbe ed appassite!
IL DOPO RACCOLTA
- Il
caffè appena raccolto va lavorato subito per evitare fermentazioni e
deterioramento del prodotto.
- SISTEMA
“ A SECCO” :
- È
il meno pregiato
- Le
ciliegie vengono seccate al sole o in essiccatoi.
- La
buccia si toglie attraverso il passaggio delle ciliegie attraverso due
rulli a distanza calibrata
- Dopo
la calibratura e la separazione dei chicchi di “Caracolito” viene
insaccato col nome di caffè naturale.
- SISTEMA
“AD UMIDO”:
- E’
più pregiato
- I
frutti, lavati e spolpati attraverso i rulli con getto di acqua corrente,
vengono macerati per circa 36 ore per togliere i residui di buccia.
- Seccati
successivamente al sole o in essiccatoi per togliere il pergamino ed
insaccati.
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GUIDA A VARI
TIPI DI CAFFE’ PURO
(ref. London
Coffee Information Center)
- Santos
Brasiliano
Caffè di alta qualità della
zona di San Paulo. Caffè leggero con un aroma molto caratteristico, consistente
e leggermente amarognolo ed acidulo.
- Jamaica
Blue Mountain
Caffè pregiatissimo e
costosissimo è difficile da trovare (quello originale). Aroma ricco, equilibrio
perfetto e sottile, aroma intenso e meraviglioso con acidità molto contenuta.
Si commercia generalmente in
barili di legno poroso e non in sacchi, ma esistono in circolazione molte
imitazioni!
- Kenya
Caffè africano dal gusto
deciso ma finissimo, è uno fra i più conosciuti in Europa.Splendido aroma e
forte acidità.
- Colombian
Medellin Excelso
Caffè di forte consistenza e
meno acido degli altri Colombia. Gradevole ed amabile dal leggero sentore di
noce.
- Mysore
Caffè di forte consistenza e grande aroma definito
“vinoso”. Proviene dalle piantagioni dell’India meridionale e spesso miscelato
con la varietà Moka prende il nome di “Mysore Moka”
- Nicaragua
Molto diffuso in Europa è un caffè gradevolissimo e
di bassa acidità che lo rende ideale per le prime colazioni
- Tapuzza
del Costarica
Anche questo un caffè delizioso e leggero di bassa acidità ideale
per le colazioni.
- Moka
Etiope
Con lo Yemen la patria
d’origine della pianta del Caffè. Gusto definito “ricco” ha un’aroma
assolutamente unico e diverso dagli altri tipi di caffè : ideale per il caffè
alla Turca.
- Giava
Varietà rara e difficile da trovare è un caffè
definito di “razza” e preferito dai buongustai.
- Sumatra
Simile al caffè di Giava è “pastoso” poiché viene
tostato fino a che diventa nero. Bassa acidità ed aroma particolarissimo.
- Tanzania
Kilimangiaro
Caffè forte ma meno deciso di quello del Kenya. Si
chiama anche Caffè Chagga. Aroma caratteristico ed equilibrato dall’aria di
montagna a dal terreno vulcanico.
LA TOSTATURA
- Fattore importantissimo per le migliori
miscele è di tostare le diverse varietà di caffè “separatamente” : è
palese che ogni varietà ha chicchi differenti in grandezza – in durezza –
che tostati insieme darebbero una
tostatura non uniforme con semi ancora poco cotti e semi quasi bruciati
con un esito profondamente negativo sulla qualità del nostro espresso.
- Quindi
per semplificare : l’operazione di torrefazione consiste nel sottoporre in
grani a temperature che partendo da 110° arrivano intorno ai 200-220°
per un periodo di circa 20’.
- I grani torrefatti verranno a questo
punto immediatamente raffreddati con getti di aria fredda per impedire che
continuino a cuocere ulteriormente .-
- In
parole povere una buona tostatura deve dare un chicco tostato in modo
omogeneo sia interiormente che esteriormente.( Il volume dei chicchi
aumenta di circa il 60%)[1]
- Il
chicco di caffè è una combinazione di fibre,grassi,proteine, minerali,
vitamine e naturalmente di caffeina.
- L’olio essenziale contenuto all’interno
dei chicchi in torrefazione, affiora completamente o quasi alla superficie
del chicco stesso sviluppando un principio aromatico chiamato “ Caffeone”
che è costituito da più di 600 sostanze chimiche e comunica al
caffè torrefatto il suo gradevole aroma.
- La
tostatura troppo spinta invece può disperdere e bruciare parzialmente parecchie delle sostanze volatili del
Caffeone, ivi compresa la Caffeina.
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