mercoledì 4 settembre 2013



CAFFE’


Piantina di Coffea Arabica 

...da un vaso del mio terrazzo....


G.Manara

               FRA STORIA E LEGGENDA


·        Sembra,  malgrado le controversie tipiche di tutte le leggende, che gli storici concordino sul fatto che la pianta del Caffè abbia origine spontanea dalle colline della costa dello Jemen.
·        La storia delle “Capre insonni” è ormai un luogo comune, infatti un gruppo di monaci eremiti dello Jemen, dediti alla pastorizia notarono che allorché le loro capre brucavano le bacche e le foglie di un cespuglio sempreverde (il caffè appunto), diventavano nervose ed insonni!
·        I monaci stessi finirono per usare tale pianta come alimento e come bevanda ristoratrice per prolungare le loro veglie di preghiera.
·        “VINO DEGLI ARABI” venne chiamata dopo che si fu diffusa fra le popolazioni Turche ed Egizie.
·        E’ solo nel lontano 1615 che il Capitano Pietro della Valle introduce per la prima volta il Caffè in Italia e precisamente a Venezia.
·        Nel 1700 circa la pianta approda nei Carabi , introdotta dal Capitano Mathieu de Cliau che appunto le trasferì dalla serre del Castello di Versailles ed intorno al fine ‘700 ed inizi ‘800 in Martinica c’erano già piantagioni con svariati milioni di alberi.( 20 milioni all’incirca).
·        Dai Carabi all’America del Sud il passo è breve ed attualmente il Brasile è il più grosso produttore mondiale con circa ¼ della produzione mondiale che si aggira su cento milioni di sacchi. Pensate che il Brasile è anche il più grande consumatore di Caffè, con un consumo interno di circa 9 milioni di sacchi all’anno!
·        I “Caffè” ( nel senso di Locali dove si serviva tale bevanda) più famosi, nascono nel 1700.
·        Per citarne alcuni tuttora esistenti e famosi :
·        1720 Caffè Florian di Venezia ( Piazza S. Marco)
·        1723 Caffé Aurora – Venezia
·        1733 Caffè Gilli - Firenze
·        1760 Caffè Greco – Roma ( via Condotti)
·        1815 Caffè Giacosa – Firenze ( via Tornabuoni)
·        1882 Caffè Rivoire – Firenze


LA PIANTA DEL CAFFE’

·        Il Caffè vegeta nella fascia tropicale della terra con clima caldo umido da un minimo di 200 ad un massimo di 2500 metri di altitudine.
·        L’arbusto ( della famiglia delle “Rubiacee”) simile a quella della camelia  è composta da circa 4500 varietà di cui solo 60 chiamate “Coffea”
·        Tre di queste Coffea sono diventate le vere produttrici del Caffè così come Noi oggi lo conosciamo : Arabica – Robusta ( Canephora) – Iberica.
·        A seconda della varietà le piante vanno dai tre ai dieci metri (Arabica) di altezza anche se normalmente vengono tenute potate “corte” ( mt. 1,80)  per facilitare la raccolta.
·        Una piantagione dura in media 50 anni prima che venga ripiantata : i migliori raccolti si hanno nei primi 15 anni…..dopo i trenta la produzione diminuisce fino al quasi esaurimento.
·        In altitudine la pianta fiorisce una volta all’anno mentre ad altitudini più basse si arriva a due  fioriture. I frutti migliori però si ottengono alle altitudini maggiori.
·        Fiori biancastri e profumatissimi dai 5 ai 7 petali si formano all’attaccatura delle foglie, avvizziscono velocemente (tre gg. Circa) e danno vita a delle ciliegie(drupe) di colore inizialmente verde che diventa di un bel color rosso vermiglio a piena maturazione (6-7 mesi) Fiori, bacche verdi e rosse sono presenti insieme sulla pianta nelle zone a pioggia costante. 
·        Normalmente una pianta produce l’equivalente di un kg. di Caffè.
  • La pelle esterna (Esocarpo) nasconde due (a volte 3) semi ovoidali con il caratteristico solco longitudinale (caffè verde) .
  • Dalla piante più vecchie o dalla punta dei rami si ottengono a volte dei semi interi di forma globulare che viene chiamato caffè Caracolito o Perla.
  • Una leggera membrana ricopre il chicco di caffè verde (pergamino) ed è presente nei caffè Arabica “lavati” anziché nella lavorazione a secco, e la sua presenza nel macinato è sempre indice di qualità.
  • Tenete presente che i ¾ della produzione mondiale è di varietà “Arabica”.
  • Le diverse varietà di “Arabica” hanno un tenore in caffeina che varia da 1,1 e 1,7 % (Bourbon-Moka-Maragogype)
  • La varietà “ Robusta” ha invece un tenore in Caffeina elevato che si aggira dai 2  al  4,3 %
  • La varietà “Liberica” è fondamentalmente una pianta più resistente a bacche rotonde, ma di tenore zuccherino basso e quindi di bassa qualità finale.


       Le “Drupe” o ciliegie di Caffè. Si possono notare le ciliegie intere , i semi di caffè verde ancora coperti di                            pergamino trasparente e l’esocarpo ovvero le bucce esterne G. M.
 
 








LA RACCOLTA


  • SISTEMA “ PICKING” :
  • Da un raccolto perfetto ed omogeneo dal punto di vista maturazione, dato che i raccoglitori percorrono sistematicamente la piantagione, raccogliendo (to pick) di volta in volta solo le drupe giunte a perfetta maturazione.
  • SISTEMA  “STRIPPING” :
  • Il sistema della spogliatura (to strip) del ramo non garantisce omogeneità dato che si tolgono in un solo colpo bacche mature, acerbe ed appassite!


IL DOPO RACCOLTA


  • Il caffè appena raccolto va lavorato subito per evitare fermentazioni e deterioramento del prodotto.
  • SISTEMA “ A SECCO” :
  • È il meno pregiato
  • Le ciliegie vengono seccate al sole o in essiccatoi.
  • La buccia si toglie attraverso il passaggio delle ciliegie attraverso due rulli a distanza calibrata
  • Dopo la calibratura e la separazione dei chicchi di “Caracolito” viene insaccato col nome di caffè naturale.

  • SISTEMA “AD UMIDO”:
  • E’ più pregiato
  • I frutti, lavati e spolpati attraverso i rulli con getto di acqua corrente, vengono macerati per circa 36 ore per togliere i residui di buccia.
  • Seccati successivamente al sole o in essiccatoi per togliere il pergamino ed insaccati.

                             

                                           Il sistema ad umido per decorticare le ciliegie di caffè
g.m.
 
 




GUIDA A VARI TIPI DI CAFFE’ PURO
(ref. London Coffee Information Center)

  • Santos Brasiliano
Caffè di alta qualità della zona di San Paulo. Caffè leggero con un aroma molto caratteristico, consistente e leggermente amarognolo ed acidulo.
  • Jamaica Blue Mountain
Caffè pregiatissimo e costosissimo è difficile da trovare (quello originale). Aroma ricco, equilibrio perfetto e sottile, aroma intenso e meraviglioso con acidità molto contenuta.
Si commercia generalmente in barili di legno poroso e non in sacchi, ma esistono in circolazione molte imitazioni!

                                                      


  • Kenya
Caffè africano dal gusto deciso ma finissimo, è uno fra i più conosciuti in Europa.Splendido aroma e forte acidità.
  • Colombian Medellin Excelso
Caffè di forte consistenza e meno acido degli altri Colombia. Gradevole ed amabile dal leggero sentore di noce.
  • Mysore
Caffè di forte consistenza e grande aroma definito “vinoso”. Proviene dalle piantagioni dell’India meridionale e spesso miscelato con la varietà Moka prende il nome di “Mysore Moka”

  • Nicaragua
Molto diffuso in Europa è un caffè gradevolissimo e di bassa acidità che lo rende ideale per le prime colazioni
  • Tapuzza del Costarica
Anche questo un caffè  delizioso e leggero di bassa acidità ideale per le colazioni.
  • Moka Etiope
Con lo Yemen la patria d’origine della pianta del Caffè. Gusto definito “ricco” ha un’aroma assolutamente unico e diverso dagli altri tipi di caffè : ideale per il caffè alla Turca.
  • Giava
Varietà rara e difficile da trovare è un caffè definito di “razza” e preferito dai buongustai.
  • Sumatra
Simile al caffè di Giava è “pastoso” poiché viene tostato fino a che diventa nero. Bassa acidità ed aroma particolarissimo.
  • Tanzania Kilimangiaro
Caffè forte ma meno deciso di quello del Kenya. Si chiama anche Caffè Chagga. Aroma caratteristico ed equilibrato dall’aria di montagna a dal terreno vulcanico.


                                                  LA TOSTATURA


  •   Fattore importantissimo per le migliori miscele è di tostare le diverse varietà di caffè “separatamente” : è palese che ogni varietà ha chicchi differenti in grandezza – in durezza – che tostati insieme    darebbero una tostatura non uniforme con semi ancora poco cotti e semi quasi bruciati con un esito profondamente negativo sulla qualità del nostro espresso.
  • Quindi per semplificare : l’operazione di torrefazione consiste nel sottoporre in grani a temperature che partendo da 110° arrivano intorno ai 200-220° per un periodo di circa 20’.
  •  I grani torrefatti verranno a questo punto immediatamente raffreddati con getti di aria fredda per impedire che continuino a cuocere ulteriormente .-
  • In parole povere una buona tostatura deve dare un chicco tostato in modo omogeneo sia interiormente che esteriormente.( Il volume dei chicchi aumenta di circa il 60%)[1]
  • Il chicco di caffè è una combinazione di fibre,grassi,proteine, minerali, vitamine e naturalmente di caffeina.
  •   L’olio essenziale contenuto all’interno dei chicchi in torrefazione, affiora completamente o quasi alla superficie del chicco stesso sviluppando un principio aromatico chiamato “ Caffeone” che è costituito da più di 600 sostanze chimiche e comunica al caffè torrefatto il suo gradevole aroma.     
  • La tostatura troppo spinta invece può disperdere e bruciare parzialmente  parecchie delle sostanze volatili del Caffeone, ivi compresa la Caffeina.                                                                                                                                                                                                        




[1] G Manara 

domenica 1 settembre 2013

Marc Veyrat - Chef di Montagna by gdf....

armadillo bar | wine - food and music: Le moléculaire, c'était une des erreurs de ma vie...

PUREA SI SEDANO RAPA

[1]PUREA SI SEDANO RAPA

Elab.: G. Manara





·        Dosaggio medio:
·         
·        800gr sedano rapa (pulito e sbucciato)
·         
·        250 gr di patate ( pulitee sbucciate)
·         
·        CASSERUOLA:
·         
·        Sedano rapa in pezzi grossi
·         
·        Cuocere 20 mt
·         
·        Aggiungere le patate tagliate in quattro e cuocere altri 20 mt
·         
·        Frullare sgocciolato con sale e pepe
·         
·        Mettere in un bowl ed aggiungere alla frusta:
·         
·        6o gr di burro e 2 dl di panna
·         
·        lega bene con coriandolo grigliato
·         
Consiglio :  il sedano rapa bollito dovrebbe essere passato e poi messo in uno schiaccia patate rivestito con un telo per togliere più acqua possibile !!Avrete una purea molto più ferma ....




[2] G.Manara – Tabia    ☺

giovedì 29 agosto 2013

ARMAGNAC

ARMAGNAC
Elab. Manara 

FRA STORIA E LEGGENDA :

Gli Autoctoni sono convinti che la loro sia la più vecchia acquavite del mondo!!!

( Il manoscritto di Auch, riporta che Mr. Antoine, ne 411 d.c.    si distinse a Tolosa per la produzione di AYGORDENT!!!!)
In una zona collinare alla base dei Pirenei che si apre a ventaglio verso il fiume Garonne, dal terreno argilloso e fertile, viene questo splendido prodotto, ….oltre ad altri prodotti ( foie-gras…confit d’oie – magrets…) che farebbero voglia ad un buongustaio di stabilirsi in quel luogo!!

IL DISTILLATO


DISTILLATO DI Vino prodotto in Francia, nel Dipartimento del Gers ( Guascogna ), Lot e Garonne ed una parte delle Landes.
Si tratta del prodotto più simile al Cognac, e per certi Crus, non inferiore!!!
I vitigni ( 18.000 ettari) sono più o meno quelli del Cognac, con in più del : Jurançon – Picpoul – Meslier St. François – Clarette – Mauzac ecc. )
Produzione intorno ai 28.000 ettolitri.

TRE LE CARATTERISTICHE SOTTOZONE ( CRUS ) DELL’ARMAGNAC


  1. BAS-ARMAGNAC : leggero sentore di prugna ( si divide in tre altre sottozone o Crus)
  2. TÉNARÈZE :  leggero profumo di violette ( prodotto corposo e di buon livello )
  3. HAUT-ARMAGNAC : qualità più leggera e meno profumata. ( meno del 2% della produzione totale )

LE TRE SOTTOZONE DEL BAS-ARMAGNAC


  1. Grand Bas-Armagnac
  2. Moyen Bas-Armagnac
  3. Petit Bas-Armagnac

    • Distillato una volta ( ma ora due per i tagli ) in Alambicchi Armagnacais ( Come lo Charentais)
    • Viene invecchiato in fusti di quercia nera di Gascony ( foresta di Monlezin )
    • Appena distillato viene messo subito nelle botti di quercia
    • Fino a tre anni : fase adolescenziale ( l’acquavite viene tolta prima che acquisti troppo tannino)
    • Da tre a dieci anni : la fase adulta ( il giallo passa all’oro e si cominciano a percepire sentori di frutta e fiori )
    • Da dieci a quarant’anni : la fase adulta. L’Armagnac completa la su evoluzione e diventa più scuro e dal gusto più marcato.
    • Nel frattempo i fusti inizialmente sistemati sotto il tetto della cantina,dove si hanno notevoli escursioni termiche, al fine di favorire gli scambi tra aria ed alcool, vengono progressivamente spostati sempre più in basso, fino al luogo più fresco e meno areato dalla cantina.
    • Tradizionalmente si imbottigliava in fiasche da 2 Lt. dette  “Cruchons “ o da Lt 0,75
     dette “ Cruchettes “.

G. Manara 

Piccola guida agli acquisti

Piccola guida agli acquisti
G. Manara
( Dosi medie per persona)
( solo per aiutarvi a capire le quantità di merci che Vi possono servire senza esagerare e senza fare acquisti scarsi……)

Crostacei e pesci non svuotati:
·      aragosta e astice 400 gr circa
  • scampi 400 gr.circa
  • branzino 350 gr.circa
  • baccalà 350 gr.circa
  • cozze 400 gr.circa
  • dentice 300 gr.circa
  • merluzzo 200 gr.circa
  • nasello 200 gr.circa
  • orata 350 gr.circa
  • pescatrice 200 gr.circa
  • razza 350 gr.circa
  • rombo 350 gr.circa
  • salmone-sardine-sgombri 180- 200 gr.circa
  • sogliola 250 gr.circa

Animali da cortile ( peso lordo) :

coniglio 350 gr.
oca-.tacchino-pollo e anatra 400gr.

Vitello – manzo – agnello – maiale :

puliti per griglia ed arrosti 200 gr.
per brasati – ragout e spezzatini 350 gr.

Selvaggina

Quaglia e tordi : uno o due  per persona

Pernice 1 per 2 persone

Beccaccia 1 per 2 persone
Fagiano 1 per 4 persone
Anatra selvatica 1 per 2 persone
Lepre di 3,5 kg. per 6 persone
Cinghiale 250 gr. per persona






[1] G. Manara - Tabia

Conservazione dei differenti cibi

Conservazione
 dei differenti cibi



LATTE SCREMATO :

  • Molto indicato in particolar modo per le verdure che si possono lasciare in immersione fino al momento della cottura. E’ privo di grassi, ma ricco di proteine e calcio. E’ un’antiossidante naturale : quindi grazie all’elevata acidità, può conservare moltissimi prodotti, dai carciofi  verdura ed alla frutta fino a circa una settimana.!Non lascia aromi e non ha bisogno di essere risciacquato. Nei crostacei, preserva dall’annerimento, le zampette e sottopancia di gamberi,scampi, granseole….adatto anche per filetti : salmone,branzini, sogliole.Infatti il latte scremato, forma attorno a questi alimenti una specie di pellicola che li mantiene sodi e trattiene i liquidi.


  • USO : coprire il prodotto da conservare con il latte scremato e mettere sopra il tutto un foglio di carta per alimenti.



ACIDO ASCORBICO :
( sostitutivo del succo di limone che dura al massimo un giorno o due e lascia comunque un leggero retrogusto , si scioglie in acqua al  20 %, ovvero 20 gr ogni litro )

  • Comodo perché sempre disponibile. Va semplicemente diluito in acqua. In percentuali bassissime, è totalmente insapore. E’ anche indicato per macedonie ed insalalate e frutta.

  • USO : come per il latte scremato



ALCOOL ETILICO :


( da usare al 30-40 % in uno spruzzino , ottimo per pesce, carni, salumi e soprattutto prodotti da vetrina )
  • E’ un’ottimo disinfettante :spruzzato sul prodotto, brucia la carica batterica e la shelf-life di moltissimi alimenti, da cui poi evapora naturalmente, senza lasciare retrogusti. Ottimo conservante per frutta di forte deperibilità quali : frutti di bosco, funghi,  ecc. poiché sono prodotti con bassissima acidità e quindi a livelli di conservazione molto breve.


  • USO :  Facile con una “ camera di conservazione “ artigianale : usare una scatola per alimenti con sul fondo un foglio di carta per alimenti spruzzata con la soluzione sopradetta ;  Es. Un pesci : posare il pesce sulla carta spruzzata , inserire nel ventre del pesce un rotolino di carta anche lui spruzzato e ricoprire il tutto con un altro foglio di carta spruzzato e mettere il coperchio. Ricordare che ogni volta che si apre l’alcool evapora !

  • I Tramezzini : si appoggiano su di un foglio di carta imbevuto e si coprono con la campana di vetro. Vale anche per i piatti preparati in anticipo per buffets. Si ricoprono con carta imbevuta e poi con pellicola film. Al momento di servire saranno perfetti poiché l’alcool evaporerà senza lasciare traccia alcuna.




[1] G. Manara – Tabia